Controlli radiometrici 2020

Sulla stampa sono comparsi periodicamente degli articoli che drammatizzano la situazione dei controlli radiometrici in Porto. Si tratta di container di merce varia che diventano, sul giornale, pericolosamente radioattivi.
La falsa informazione ha una matrice: due Esperti Qualificati (i controllori che danno il benestare allo sdoganamento) ex monopolisti, non accettano concorrenti e denunciano con insistenza presunti “falsi controlli” attestati di regolarità predisposti, deleghe per i controlli a personale non abilitato e via dicendo. E non mancano di citare Hiroshima! Soggetti delle istituzioni legati ai denuncianti attizzano il fuoco. E’ così che saltano fuori “sorgenti orfane” in mezzo ai carichi di semilavorati, non rintracciate dai concorrenti. Quando si tratta sempre di prodotti di uso comune (piastrelle, articoli in ceramica, mattonelle per barbeque, carta abrasiva, ecc.) con debole radioattività naturale, al di sotto della soglia di “non rilevanza radiologica”, peraltro sempre segnalati agli Organi di controllo (anche se sono al di fuori degli obblighi di legge). I livelli di allarmismo sono da Codice Penale (“procurato allarme”). Ma l’importante è togliere di mezzo la ditta concorrente e i suoi esperti.
Però il legislatore ha recentemente recepito la direttiva EURATOM 59 del 2013, che chiarisce e avalla il corretto operato di sempre. Si tratta del decreto legislativo n. 101 del 31 luglio 2020. L’art. 128 ribadisce che “Le misure radiometriche possono essere effettuate anche da personale non provvisto dell’abilitazione” di Esperto di radioprotezione (prima Esperto Qualificato), debitamente informato e formato sulla specifica materia. La logica della disposizione è evidente: non si può pretendere che un “rottamaio”, per esempio, debba assumere un Esperto di radioprotezione a tempo pieno, con i costi relativi e senza nulla aggiungere alla valenza delle misure, quando dispone di adeguata strumentazione correttamente impiegata da personale istruito in materia.
E’ tutto ciò che è a monte che invece va gestito da un professionista in possesso delle necessarie conoscenze tecnico-scientifiche e giuridiche: questa persona è l’Esperto di radioprotezione – ER).
L’ER sottoscrive apposito Registro delle verifiche strumentali, che riporta, tra l’altro, i riferimenti ai singoli controlli radiometrici eseguiti dal Misuratore. La vidimazione periodica del registro da parte dell’ER in occasione delle sue verifiche certifica l’esistenza di un sistema fatto di procedure, istruzioni, informazione e formazione, reperibilità in caso di segnalazioni di anomalie radiometriche da parte del Misuratore.
Il registro introdotto dal nuovo decreto non fa che confermare l’istituto della delega. I compiti dell’ER sono di natura organizzativa e verifica, sul piano generale e sull’operato del Misuratore da lui informato, formato e addestrato.