Sicurezza e vita dopo il Covid

Anche le pandemie e le tragedie hanno qualche risvolto positivo. Non abbiamo scelte: dobbiamo capire e trovare nuove soluzioni.

Lavorare quando possibile da casa, per esempio, aguzza l’ingegno e l’impegno, evita sprechi di tempo e carburante, riduce incidenti e inquinamento, orientandoci verso quelle conoscenze ed esperienze che il tempo libero limitato non ci consentiva. Nella casa accogliente abbiamo trovato il conforto dai bollettini sanitari, abbiamo imparato ad apprezzare una cucina biologica come un rapporto umano più profondo.

Ma ci siamo resi conto che la casa anni 60 non è vivibile, come non è vivibile un ufficio open space stile americano del dopoguerra: l’uomo ha anche bisogno di maggiore autonomia “visiva” e anche di intimità; se si sente a suo agio si applica di più e vive meglio. Anche una stanza separata, ben aerata e insonorizzata, può fare la differenza in una riunione di lavoro.

La socializzazione nella casa accogliente torna ad essere importante, come lo era in epoche passate.

La casa singola e immersa nella natura, magari con forno esterno e piscina, torna ad essere l’aspirazione di molti.

Gli architetti cominciano a capire le nuove filosofie di vita e inventano il “bosco verticale” e gli interni arricchiti di piante, salutari per corpo e spirito. E iniziano finalmente a contestare anche i grattacieli “sigillati”, con ripensamento delle finestre ermetiche, impianti di condizionamento a ricircolo parziale per esigenze energetiche e delle insane pompe di calore, con assenza di ricambio d’aria.

La stessa casa intelligente tanto decantata negli ultimi anni, inizia ad essere vista in una nuova dimensione, che la integra in un contesto più naturale, rispondente alle esigenze della sicurezza, fisica e igienico-sanitaria.

Il luogo di lavoro tende ad essere visto in modo differente, sia che si tratti di uffici, sia che si tratti di spazi commerciali o industriali. Ergonomia e qualità di vita prendono ora il sopravvento, raccordandosi con il modo di vivere del singolo: non è pensabile, per esempio, che il lavoratore sia incentivato ad usare la bicicletta e poi non possa farsi una doccia in azienda.

Anche i classici luoghi di cultura e divertimento, come cinema e teatri, possono, con l’aiuto sempre più pregnante di tecnologia e informatica, cambiare radicalmente i nostri stili di vita, senza con questo dover rinunciare ai contatti sociali, che diventeranno più selettivi e autentici.

La scuola stessa, ad ogni livello, può condurre ad una ottimizzazione dello spazio-tempo, mettendo il discente, liberato (anche se parzialmente) dai lacci dell’orario e dell’obbligo di presenza, nelle condizioni di potere approfondire meglio determinati argomenti e migliorare i risultati. Non per niente stiamo assistendo ad una esplosione della didattica a distanza, che ha dimostrato alta efficienza ed efficacia. Con tutti i vantaggi collegati.

Stiamo correndo verso provvisorietà ed incertezza: Il senso di finitudine ci ha improvvisamente risvegliato. Avvenimenti dolorosi e strazianti ci hanno fatto aprire gli occhi. Ci siamo resi conto all’improvviso che tutto è precario. Ma persino la perdita di un lavoro può stimolare fantasia e ingegno per nuove iniziative di vita.

Le filosofie dell’Oriente e la ragione sono salvifiche.