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Meglio avere un’idea del nemico. La lotta sarà più mirata. I virus (peraltro non sempre nemici) sono delle molecole di tipo genetico, cioè a DNA oppure RNA, a singola o doppia elica. Quelli a RNA sono in genere a elica singola. Non sono organismi viventi nel vero senso del termine e hanno dimensioni infinitesimali (i più grandi arrivano a 200/300 nm (nanometri o miliardesimi di metro) per cui si possono individuare solo tramite microscopio elettronico.

La molecola che costituisce il nucleo è protetta da uno strato di lipidi (grassi). Questo strato di grasso è facilmente attaccabile da saponi e detergenti, meglio se alcolici. Schiuma ed acqua calda facilitano l’azione, come pure, per esempio, una miscela di acqua e candeggina oppure l’acqua ossigenata. Battericidi ed antibiotici non servono. La particella virale in sede extracellulare (virione) si trova ovunque: nell’aria, sulle superfici, negli alimenti. I dati relativi alla persistenza sulle superfici sono discordi. Alcuni studi parlano di un giorno per la carta, un paio di giorni per i metalli, addirittura tre giorni per la plastica. Non è male tenerne conto. Inoltre privilegiano gli impianti di condizionamento. deumidificazione, caldo e luce solare li degradano.

Il virus è un microrganismo (ma senza struttura cellulare) che nella sostanza è un parassita. Perso l’involucro protettivo, si lega alla membrana della cellula ospite tramite appositi recettori, libera all’interno della cellula il proprio genoma (DNA o RNA) e sostanze che innescano un processo di replicazione, con morte, in genere, della cellula ospite. I microrganismi replicati continuano poi il loro ciclo vitale nell’organismo infettato e in altri organismi, con tipologie di diffusione che sono molteplici: ingestione, inalazione, punture di insetti, contatti interpersonali, ecc. Diventano “aggressori – moltiplicatori”. E mutano in continuazione. Il Covid 19 muta molto più velocemente del “normale” virus influenzale.

I virus infettano generalmente un particolare tipo di cellule. Per esempio il virus del raffreddore (dello stesso genere del fatidico Covid 19, che può interessare i polmoni) attacca le cellule della mucosa nasale e delle vie aeree superiori.

Nella maggior parte dei casi il sistema immunitario dell’organismo riesce a controllare l’aggressione del virus, che viene eliminato oppure resta latente all’interno della cellula ospite, senza replicazioni e sintomi. Replicazioni e sintomi che possono poi scatenarsi nel momento in cui il sistema immunitario sia indebolito (tipico il caso degli Herpes) e possono determinare patologie gravi, anche croniche e tumorali.

La diagnosi, oltre che attraverso il classico tampone naso-faringeo (Covid 19) si può effettuare con una analisi del sangue, finalizzata in genere alla ricerca di anticorpi specifici prodotti dal sistema immunitario.

Come trattamenti terapeutici è noto come non esistano farmaci antivirali universali, come pure vaccini per tutti i virus. Purtroppo per i nuovi virus (tipo Covid 19) ci si ferma al momento a trattamenti sintomatici ed eventualmente a ridurre il “fuoco amico” del sistema immunitario, che spesso risponde in modo incontrollato portando al collasso l’organo infettato (per esempio i polmoni nel caso del Covid 19).

Al momento sembra che la migliore strada percorribile a livello personale, nel caso di epidemie o pandemie) sia quella di rafforzare il sistema immunitario. Anche se non ci sono sempre evidenze scientifiche che avvalorino con certezza i noti metodi tradizionali ed anche naturali, non ci sono nemmeno validi motivi per buttarli al vento. Di molti metodi sono riconosciuti se non altro i benefici generali sull’organismo.

Restano ferme, ovviamente, le procedure di prevenzione ormai ben conosciute: se possibile distanza di sicurezza tra persone, sanificazione delle superfici, lavaggio frequente ed eventuale disinfezione delle mani, uso di mascherina (se del caso insieme agli altri DPI negli ambienti a maggior rischio, ambienti sanitari in primis) e, soprattutto, aerazione efficace dei locali, tenendo conto della effettiva condizione degli impianti di climatizzazione, spesso inadeguati in quanto a ricambi d’aria reali (addirittura assenti nel caso, per esempio, delle pompe di calore) e non sanificati periodicamente.

In breve: Distanza interpersonale; Ricambio aria; Lavaggio frequente delle mani ed eventuale disinfezione; Sanificazione delle superfici; DPI negli ambienti a rischio.

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