Virus e ambiente

Mascherine, distanziamento sociale e lavaggio delle mani sono ormai regole scontate. Ma non vanno sottovalutati altri fattori di prevenzione primari. In primis il fattore aerazione. Sull’ambiente esterno possiamo fare poco a livello globale. Ma su quello interno (compatibilmente con la situazione esterna) qualcosa possiamo fare. Una buona aerazione naturale abbassa la concentrazione di particolato e conseguentemente abbassa la carica virale nell’ambiente, riducendo la possibilità di contagio o comunque limitando l’aggressività di batteri e virus.
Non sempre, però, sul lavoro come in casa abbiamo a disposizione finestrature efficienti e apribili su aree salubri. In più siamo schiavi di impianti di climatizzazione o di aerazione che presentano delle problematiche di rilievo nella lotta preventiva: il ricircolo forzato dell’aria, dettato da ragioni microclimatiche ed anche di risparmio energetico, ne è una prova. Siamo pure dipendenti da preconcetti difficili da estirpare, come l’”obbligo” di tenere sigillate le finestre nei mesi invernali (scuole, asili, ecc.).
Si è constatato che il ricircolo dell’aria può veicolare a distanza virus e batteri: l’aria che deriva è un’aria contaminata. Non solo, i microrganismi possono essere depositati a distanza dal flusso d’aria. Quindi, oltre alle dovute manutenzioni periodiche e sanificazioni (pulizia accurata e disinfezione) di eventuali condotte e filtri, occorre:
– Provvedere ad eliminare il ricircolo dell’aria negli impianti di climatizzazione.
– Evitare l’uso indiscriminato di “pompe di calore” (split) che trattano solo l’aria interna.
In definitiva, bene pulizia, disinfezioni, mascherine e distanziamento, ma bisogna privilegiare in ogni modo possibile (anche se con le dovute cautele in ambienti particolari, come quello sanitario) l’immissione di aria esterna per quanto possibile salubre, che porta ad una riduzione degli agenti patogeni abbassando la carica virale ambientale e quindi la possibilità di contagio.

La seguente tabella, tratta dal Rapporto ISS n. 33/2020, evidenzia bene l’importanza del ricambio aria.

Numero ricambi/ora Tempo richiesto in minuti per rimozione del 99% delle particelle sospese (aerosol) e inquinanti gassosi Tempo richiesto per rimozione del 99,9 % delle particelle sospese (aerosol) e inquinanti gassosi
2 138 207
10 28 41
20 14 21
50 6 8